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Un segno concreto di accoglienza nel tempo di Natale

La Caritas Diocesana di Patti, insieme alle Caritas interparrocchiali del territorio, ha promosso due Pranzi di Fraternità natalizi, momenti di condivisione e prossimità che hanno coinvolto le comunità di Sant’Agata di Militello e di Patti.

Iniziative che hanno trasformato un momento di comunione in un gesto concreto di carità, accoglienza e fraternità, mettendo al centro le persone, le relazioni e il valore dell’incontro.

Pranzo di Fraternità a Sant’Agata di Militello: interculturalità e inclusione all’Istituto “Vincenzo e Francesca Zito”

Domenica 14 dicembre, presso l’Istituto Vincenzo e Francesca Zito, si è svolto il Pranzo di Fraternità natalizio della Caritas Interparrocchiale di Sant’Agata di Militello, promosso insieme alla Caritas Diocesana di Patti, alla presenza del Vescovo Guglielmo Giombanco.

Il pranzo è stato caratterizzato da un forte segno di interculturalità: accanto ai piatti della tradizione italiana, sono state servite specialità della cucina spagnola, tunisina e indiana. Un menù che ha raccontato storie, culture e identità diverse, unite attorno alla stessa tavola nel segno dell’accoglienza e della fraternità.

Il valore del volontariato e della rete solidale: Caritas, Corpo Europeo di Solidarietà e collaborazioni

L’iniziativa è stata possibile grazie all’impegno di operatori e volontari Caritas e al contributo determinante delle volontarie del Corpo Europeo di Solidarietà (ESC), progetto finanziato dall’Unione Europea e coordinato dall’Associazione InformaGiovani Palermo.

Fondamentale anche la collaborazione delle Suore della Congregazione delle Sorelle Povere di Nostra Signora e degli Scout d’Europa di Sant’Agata di Militello, che con dedizione e spirito di servizio hanno contribuito alla riuscita del pranzo.

Pranzo di Fraternità a Patti: comunità riunita alla “Sacra Famiglia”

Domenica 21 dicembre 2025, presso la Sacra Famiglia di Patti, si è svolto il tradizionale Pranzo di Fraternità natalizio della Caritas Interparrocchiale di Patti, promosso dalla Caritas Diocesana.

Un momento di intensa condivisione che ha riunito la comunità locale attorno alla stessa tavola, nel segno dello spirito più autentico del Natale.

“Siamo tutti figli di Dio”: la preghiera dei bambini come messaggio universale

Particolarmente toccante è stato il momento di preghiera guidato da due bambini stranieri. Le parole di Ayoub, 11 anni, hanno espresso con semplicità e profondità il senso dell’iniziativa:

Siamo tutti figli di Dio.

Mi chiamo Ayoub, ho 11 anni e vivo in Italia da 2 anni con la mia famiglia: 4 sorelle, papà e mamma. Tutti andiamo a scuola e ringraziamo Dio per questa bellezza. Ci uniamo a voi nelle preghiere perché siamo tutti figli di dio e gli chiediamo pace e giustizia. Dio può essere chiamato così solo se, in nome suo, amiamo gli altri e condividiamo tra noi, in pace, tutte le bellezze del creato.

Vogliamo ringraziare tutti quelli che noi chiamiamo maestri, ai quali i nostri genitori ci hanno affidato con assoluta fiducia perché ci aiutino a crescere puri e amabili. Vogliamo ringraziare lei, padre Guglielmo, per tutte le occasioni di condivisione che ci dà. Per noi è il modo per non sentirci stranieri in questo mondo che appartiene a tutti, soprattutto ai più piccoli”.

Un messaggio di pace, giustizia e condivisione che ha dato voce al cuore del Natale cristiano.

Il pranzo come gesto di carità concreta: condividere il cibo, costruire relazioni

Il menù, preparato e servito con cura dalle operatrici, dagli operatori e dai volontari Caritas, ha previsto un antipasto all’italiana, lasagne, cotoletta di vitello con patatine e il tradizionale panettone natalizio. Un gesto semplice ma carico di significato, capace di trasformare il pranzo in un’esperienza di fraternità autentica.

Nessuno si senta straniero

I Pranzi di Fraternità natalizi della Caritas Diocesana di Patti hanno rappresentato un segno concreto di una Chiesa che accoglie, ascolta e cammina insieme alle persone. Due comunità, un unico messaggio: il Natale è incontro, prossimità e riconoscimento reciproco, perché nessuno si senta escluso e ogni persona possa sentirsi parte di un’unica famiglia.