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Dal 22 al 24 aprile 2026, a Roma, presso l’Holiday Inn Rome – Eur Parco dei Medici, si è svolta l’attività di formazione rivolta ai Mentor del Corpo Europeo di Solidarietà (ESC), promossa dall’Agenzia Italiana per la Gioventù.
Anche la Caritas Diocesana di Patti ha preso parte a questo importante momento formativo, inserito all’interno del ciclo “Training and Evaluation Cycle (TEC Mentor)”, volto a rafforzare le competenze di accompagnamento dei volontari coinvolti nei progetti europei di solidarietà.
Il percorso ha rappresentato un’occasione significativa di confronto e crescita, articolata in tre giornate dense di contenuti e attività. Dopo un primo momento dedicato alla conoscenza reciproca e alla condivisione delle aspettative, i partecipanti hanno approfondito i valori del programma ESC e il ruolo del Mentor, riflettendo su competenze, responsabilità e limiti di questa figura chiave nei percorsi di volontariato europeo.
Particolare attenzione è stata dedicata alla relazione educativa, alla comunicazione efficace e ai processi di apprendimento dei volontari, mettendo in luce le sfide ma anche le opportunità che il mentoring offre. Non sono mancati momenti di scambio tra le diverse realtà partecipanti, utili a costruire una rete nazionale sempre più solida e consapevole.
Nel corso dell’ultima giornata, il focus si è spostato sugli strumenti operativi e sulle linee guida per la salvaguardia dei volontari e delle volontarie, fino ad arrivare alla definizione di un piano d’azione personale e condiviso, orientato al miglioramento continuo delle pratiche di accompagnamento.
La partecipazione a questo percorso si inserisce nel più ampio impegno della Caritas Diocesana di Patti nel promuovere esperienze di volontariato internazionale di qualità, capaci di generare crescita personale, inclusione e cittadinanza attiva.
Investire nella formazione dei Mentor significa, infatti, garantire un accompagnamento più consapevole e strutturato ai giovani che scelgono di mettersi in gioco attraverso il Corpo Europeo di Solidarietà.
Un ulteriore passo, dunque, nella direzione di una Caritas sempre più attenta ai giovani, alle reti e alle opportunità europee, nella convinzione che la solidarietà, per essere autentica, abbia bisogno anche di competenza, cura e visione.














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