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L’iniziativa, ospitata dalla Caritas Diocesana di Como, ha riunito 34 delegati provenienti da 26 diocesi italiane, impegnati nei percorsi di promozione e animazione della carità.
L’appuntamento si inserisce nel cammino di coordinamento promosso da Caritas Italiana, con l’obiettivo di favorire lo scambio di esperienze, il confronto sulle pratiche pastorali e il rafforzamento delle relazioni tra le diverse realtà diocesane.
Ai lavori hanno partecipato anche suor Lorella Nucci e don Pasquale Cotugno, del Coordinamento Animazione di Caritas Italiana.
Al centro delle due giornate, il tema dell’accoglienza come occasione per rigenerare le comunità parrocchiali, rafforzare le relazioni e promuovere una testimonianza concreta della carità.
La riflessione ha posto l’attenzione sulla capacità delle parrocchie di aprirsi ai bisogni delle persone e dei territori, diventando luoghi di incontro, partecipazione e inclusione.
In questa prospettiva, l’accoglienza non rappresenta esclusivamente una risposta alle situazioni di fragilità, ma costituisce un’opportunità per coinvolgere le comunità, valorizzare le relazioni e promuovere percorsi di responsabilità condivisa.
Il confronto tra i partecipanti ha consentito di approfondire il ruolo dell’animazione pastorale della carità, evidenziando l’importanza di accompagnare le comunità parrocchiali nella costruzione di esperienze concrete di prossimità e solidarietà.
Il programma delle due giornate ha alternato momenti di confronto e approfondimento alla conoscenza diretta di alcune significative esperienze di accoglienza sviluppate nel territorio della Diocesi di Como.
In particolare, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere l’esperienza della comunità parrocchiale di Como-Rebbio e di approfondire la testimonianza di don Roberto Malgesini, sacerdote che ha dedicato la propria vita al servizio delle persone più fragili, attraverso la visita alla chiesa di San Rocco e il racconto della sua esperienza.
Nel corso dei lavori sono state inoltre presentate altre realtà territoriali, tra cui Casa don Anacleto, a Prata Camportaccio, e le esperienze di accoglienza promosse nell’ambito del Progetto Betlemme.
Le testimonianze condivise hanno mostrato come l’accoglienza possa diventare un elemento centrale della vita delle comunità, capace di generare nuove relazioni, favorire il coinvolgimento dei cittadini e rafforzare il senso di appartenenza e corresponsabilità.
La Caritas Diocesana di Patti ha preso parte all’incontro attraverso la presenza di Andrea Sturniolo, Segretario della Caritas Diocesana, confermando l’importanza del confronto e della collaborazione con Caritas Italiana e con le altre realtà diocesane.
La partecipazione al Coordinamento nazionale ha rappresentato un’opportunità per conoscere esperienze e metodologie di animazione pastorale, condividere riflessioni e approfondire nuove prospettive di lavoro da valorizzare anche nel territorio della Diocesi di Patti.
Il confronto con le altre Caritas diocesane costituisce, infatti, un’occasione di crescita e arricchimento reciproco, favorendo una visione condivisa delle sfide che le comunità ecclesiali sono chiamate ad affrontare, soprattutto nell’ambito dell’ascolto, dell’accoglienza e dell’accompagnamento delle persone più vulnerabili.
L’esperienza di Como ha offerto importanti spunti di riflessione sul significato e sulle prospettive dell’animazione pastorale della carità, una dimensione fondamentale della missione della Caritas.
Animare la carità significa andare oltre la semplice organizzazione dei servizi e degli interventi di sostegno, promuovendo nelle comunità una maggiore attenzione alle fragilità sociali, la partecipazione attiva delle persone e la costruzione di risposte condivise ai bisogni del territorio.
Si tratta di un impegno che richiama direttamente il lavoro quotidianamente portato avanti dalla Caritas Diocesana di Patti, in collaborazione con le Caritas parrocchiali, le comunità ecclesiali e le diverse realtà territoriali, attraverso attività di ascolto, accompagnamento, sensibilizzazione e promozione della solidarietà.
La partecipazione al Coordinamento nazionale Animazione rappresenta, pertanto, un’ulteriore occasione per rafforzare questo percorso, nella consapevolezza che la missione della Caritas non consiste soltanto nel rispondere ai bisogni delle persone, ma anche nel contribuire alla crescita di comunità sempre più accoglienti, solidali e capaci di prendersi cura degli altri.















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